Tenuta Vigna di Valle:
storia e opportunità di valorizzazione della pesca tradizionale nel lago Sabatino
La Legge 2/1987 Regione Lazio “Disciplina dei natanti a motore nel Lago di Bracciano e di Martignano” ha vietato la navigazione ai motoscafi a esclusione delle barche a motore dei pescatori professionisti e di quelle destinate alla vigilanza e al soccorso. Il Lago ha acque molto pulite ed è stato riserva idrica di Roma; la società ACEA s.p.a. si occupa della depurazione delle acque reflue e tramite una potente rete fognaria per le acque piovane e lo smaltimento refluo delle abitazioni private e degli esercizi turistici intorno alla costa lacustre. La tranquillità e la pulizia delle acque ha prodotto un efficace ripopolamento naturale delle specie ittiche. Il pesce del lago Sabatinus era molto richiesto, nel mercato di Roma, lucci e regine (carpe) ma non solo «… E perciò, non soltanto popolavano le piscine che avevano costruito artificialmente, ma riempivano anche i laghi fatti da madre natura con le uova raccolte nel mare. Così il Velino, così il Sabatino, così anche il lago di Bolsena e il Cimino generarono spigole e orate e tutte le altre razze di pesci che tollerano l’acqua di lago. …» Lucio Giunio Moderato Columella n.4 m.70 d.C., De Re Rustica VIII, 16. Di un’altra imprenditrice ittica romana, Rutilia Polla, si ha notizia nel libro undicesimo delle Epistulae del giurista Proculo, relativamente alle fluttuazioni del livello delle acque del lago in età giulio-claudia: «Rutilia Polla comperò il lago di Anguillara Sabazia ed uno spazio di dieci piedi intorno al lago stesso. Dato che i dieci piedi, che allora <al momento della compravendita> accedevano <al lago>, sono andati a finire sotto l’acqua, perché il lago è cresciuto, pongo il quesito, se i successivi dieci piedi a partire da dove l’acqua finisce spettino di diritto a Rutilia Polla, sia stato venduto fin là dove si estendeva allora, ed <egualmente> i dieci piedi intorno al lago stesso quali esistevano allora; né, in base alla circostanza che il livello del lago è successivamente cresciuto, <la compratrice> deve possedere il lago in modo più esteso di quanto ha comperato». Nel medioevo il Pescatico era il tributo che veniva richiesto dal signore ai suoi sudditi per pescare nelle acque di sua proprietà, l’onere era in danaro o in parte del pescato (Fonte principale notizie storiche: Augusto Santocchi “Anguillara, Bracciano, Trevignano, notizie sulla pesca nel lago Sabatino o meglio nel triangularis lacus”). l confini del Lago, entro i quali i pescatori di Anguillara Bracciano e Trevignano hanno esercitato il loro lavoro, venivano rispettati per antica consuetudine, il bacino si considerava diviso in tre fette quasi uguali, da qui la denominazione di “Triangularis Lacus”.
Attualmente, l’attività della pesca è esercitata, nei tre comuni del Lago (Anguillara Sabazia, Bracciano e Trevignano Romano) da circa trenta pescatori professionali. Le cooperative, che normalmente rappresentano la forma imprenditoriale d’elezione per la pesca, sono poco attive, definendo così un quadro piuttosto frammentato. Le pescherie sono quattro distribuite nei tre comuni lacustri. Molte sono le specie di pesci presenti nel Lago. Il latterino è un’ Atherinidae, pesce autoctono del Lago di Bracciano, bianco-argenteo arriva a 5/10 cm in età adulta, riconosciuto come «prodotto agroalimentare tradizionale», i latterini, fritti in caldare, piatto tradizionale intorno al Lago di Bracciano, ogni mese di maggio vengono offerti gratuitamente in un Cottio (sagra) di antiche origini popolari. Il coregone si pesca tutto l’anno. Il luccio e il persico si pescano nel periodo estivo fino al tardo autunno. Altra specie ittica molto prelibata, che si pesca nei mesi di ottobre e novembre, è l’anguilla la cui richiesta è molto forte soprattutto nel periodo natalizio.
Il prodotto di prima trasformazione del pesce di lago, il pesce marinato, si trova principalmente a Trevignano Romano. Filetti di pesce misto (coregone, tinca, anguilla, luccio e lattarino) vengono fritti e conservati in acqua e aceto con l’aggiunta di spezie varie come limone, aglio rosmarino e salvia. La lavorazione puramente artigianale di questo prodotto non ne permette, in questo momento, una ampia distribuzione che rimane limitata alle sagre di paese tra cui quella di San Bernardino che si svolge nel mese di agosto a Trevignano Romano.
La società agroittica biologica Hortus Gymnasium, nel quadro della propria politica di diversificazione del reddito e di valorizzazione delle risorse naturali del proprio territorio si è impegnata nella pesca tradizionale sul lago di Bracciano. In questa prospettiva è il principale investitore in un progetto innovativo “STINGRAY – Scafo a trazione elettrica integrata batteria-idrogeno” patrocinato dall’ENEA Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Si tratta della produzione di un prototipo di catamarano da varare sul lago di Bracciano, un’imbarcazione da pesca a propulsione elettrica, dotata di attrezzatura per la pesca professionale, un laboratorio limnografico e spazi per ospitare turisti.
Parallelamente, l’azienda agricola Hortus Gymnasium, proprio in virtù dell’investimento nel natante da pesca e del coinvolgimento di un agronomo con licenza di pesca professionale tra i propri amministratori, ha varato l’iniziativa di valorizzazione delle produzioni ittiche del Lago di Bracciano, suscettibile di rappresentare un’opportunità di reddito per tutti i pescatori, con l’obiettivo di sviluppare un contatto più diretto con il pubblico. L’iniziativa prevede l’allestimento, negli ambienti produttivi del casale rurale ubicati a poche decine di metri dalla sponda del Lago, un “laboratorio” di gastronomia ittica, collegato a uno spaccio e a uno spazio di ristoro “bancone/degustazioni pesce/vino” a miglio nautico zero, per proporre il pescato in giornata cucinato a puntino prima di passarlo alla lavorazione. L’effettiva domanda del pesce di lago da parte dei consumatori è limitata dalla relativa ignoranza sulla sua qualità. In realtà questo pesce, talvolta definito come povero per il minor valore commerciale, è ricchissimo in valore nutritivo e gustosità e costituisce parte integrante di quella antica tradizione culinaria regionale che tanto ha reso l’Italia famosa nel mondo e quindi, trascurarne il consumo contribuisce a un impoverimento non solo gastronomico ma anche culturale del Belpaese.
“Si hortum in bibliotheca habes, nihil deerit.”
Cicerone
Se accanto alla biblioteca avrai l’orto, non ti mancherà nulla.