Tenuta Vigna di Valle:
piantagioni e produzioni agricole
Nella primavera del 2019 si è recuperato un terreno abbandonato da decenni, già appartenente alla storica tenuta Torlonia, circostante il casale rurale, e, investendo nell’aratura da scasso, con profondità di circa 100 cm, su una superficie di oltre tre ettari quindi si è provveduto a:
- impianto di un nuovo uliveto con messa a dimora di 350 piante di varietà Rosciola, Moraiolo, Frantoio, Leccino e Pendolino. L’olivicoltura si avvale delle tecniche della produzione biologica tradizionale. La trasformazione delle olive in olio e la vendita in contenitori di metallo è stata avviata grazie alla produzione nell’uliveto antico della tenuta «Via in Rose» in Calabria, dove si dispone anche di una linea d’imbottigliamento flessibile, per piccoli formati, con tappatrice ed etichettatrice, acquisita per gli oli essenziali e aromatizzati e allestita nel laboratorio;
- impianto di un vigneto di circa 2000 viti di cui 1000 di varietà aleatico e 1000 di varietà canaiolo nero, tradizionali del territorio della Tuscia. Le quantità d’uva producibili, considerato l’obiettivo di bassa produttività del vigneto, coltivato ad alberello, con kg.1 a 3 per pianta, corrispondenti a una produzione del vigneto tra 2 e 6 tonnellate annuali, trasformabili e vendibili come vino grazie a un accordo di collaborazione raggiunto con la società Giovi s.r.l., distilleria di acquaviti di frutta e produttrice di vino rosso e bianco sull’Etna;
- impianto di 400 allori e 600 rosmarini destinati alla produzione di biomassa per l’estrazione di oli essenziali;
- impianto di 100 rizomi di iris delle varietà dalmatica e germanica per la vendita dei rizomi lavorati all’industria profumiera;
- coltivazione di varietà ortive rare e pregiate, legate al territorio detto Tuscia, cui appartiene l’alto Lazio, ad alto valore aggiunto, quali la lenticchia etrusca e l’aglione etrusco. La lenticchia di Onano è una varietà a seme grande documentata da secoli mentre la varietà holmense dell’allium ampeloprasum non è un vero aglio ma piuttosto un porro con cinque o sei grandi spicchi per vari etti di peso, profumato ma senza i problemi digestivi e la permanenza nel gusto dell’aglio;
- impianto di una carciofaia biologica con 500 piante di cynara cardunculus nelle varietà violetto precoce, violetto e romanesco;
- coltivazione annuale dell’orto invernale e dell’orto estivo con vendita di ortaggi a un’utenza selezionata di rivenditori o ristoranti.
“Si hortum in bibliotheca habes, nihil deerit.”
Cicerone
Se accanto alla biblioteca avrai l’orto, non ti mancherà nulla.