Hortus Gymnasium per la biodiversità e l’etnobotanica
Il piano delle coltivazioni nelle tenute denominata “Vigna di valle”, Lazio, e “Via in Rose”, Calabria, riguarda piante d’impiego essenzialmente produttivo, destinate alla produzione alimentare o aromatica o medicinale.
Sin dalle origini l’uomo ha fatto ricorso a frutti spontanei, erbe, radici e tuberi per procurarsi il cibo quotidiano, contemporaneamente ha imparato a coltivare le piante per utilizzarle a vario titolo:
Piante d’uso alimentare. Sono tante le piante e le erbe che possono essere impiegate per l’alimentazione animale e umana: in campagna a fine inverno quando le scorte di cibo erano ormai esaurite, erano le erbe spontanee che garantivano il pasto alle famiglie contadine. Piante spontanee, poi addomesticate, così che cultura e colture locali hanno creato un patrimonio di specificità agricole e alimentari, oggi minacciato dai sistemi moderni di distribuzione commerciale e abitudini di consumo globalizzate. L’orto, definito anche la macelleria dei poveri, era quasi sempre collocato nelle immediate vicinanze dell’aia e della casa, per eseguire costantemente i lavori quotidiani e la raccolta degli ortaggi da cucinare. Si desidera sottolineare come il piano di sviluppo rurale proposto dalla società agricola Hortus Gymnasium intende contribuire alla identificazione delle specie fruttifere e orticole tradizionali del territorio calabrese, e in particolare del Cosentino, per realizzare l’orto catalogo con più esemplari per specie, rafforzandone la conservazione, ma soprattutto per allestire il vivaio con lo scopo di rivitalizzarne la diffusione.
Piante d’uso medicinale. Il regno vegetale non forniva solo cibo ma anche medicine per curare le varie patologie. Ancora oggi, fra le persone più anziane che vivono nelle aree marginali, meno antropizzate, si fa ricorso ai rimedi naturali. Queste conoscenze vengono tramandate di padre in figlio e in passato garantivano anche opportunità occupazionali, tanto da sostituire in alcuni casi persino il medico. Comunque, la conoscenza e la pratica delle proprietà terapeutiche delle piante si è consolidata storicamente grazie ai grandi medici greci e, in Italia, alla Scuola medica salernitana, dalla cui esperienza sono sorti i giardini dei semplici. Anche la medicina moderna conferma la validità dei medicamenti vegetali e utilizza molecole derivanti dalle piante.
Piante d’uso veterinario. Gli animali allevati nelle aziende agricole del passato erano fondamentali per procurare il cibo alla famiglia e come preziosa forza lavoro nei campi e forza motrice per i trasporti. Le piante e i loro “derivati” entrano nelle preparazioni medicamentose per combattere le malattie degli animali dell’azienda agricola: ad esempio l’impiego di un miscuglio di olio e aceto, fatto bere ai bovini, ne favorisce l’attività ruminale e quindi la digestione quando questa appare compromessa. Il piano di sviluppo rurale proposto dalla società agricola Hortus Gymnasium intende contribuire alla salvaguardia della memoria e alla valorizzazione di queste conoscenze. La collezione di piante officinali autoctone calabresi, il vivaio di piante officinali e le piantagioni destinate all’estrazione dell’olio essenziale vengono realizzate in questa prospettiva. Le parti di pianta più utilizzate a scopo estrattivo sono foglie, fiori, frutti e semi.
Piante d’uso artigianale e decorativo. Le piante hanno trovato grande versatilità d’impiego a supporto delle attività dell’uomo in molti settori: basta pensare all’uso del bamboo per le impalcature in edilizia o, in Italia, all’importanza che hanno avuto le specie palustri e non solo, per intere comunità impegnate nella preparazione artigianale di manufatti agricoli, come i cesti con rami di salici, vimini, castagni, olivi. Altre piante hanno proprietà tintorie: da sempre sono state impiegate dall’uomo le foglie del noce per conferire alla lana il colore marrone, o la radice della ginestra tintoria per conferire ai tessuti un bel colore rosso. A Natale ad esempio si raccolgono i rami dei sempreverdi, come l’agrifoglio, per la bellezza delle foglie e delle bacche vermiglie o il vischio pentente dai rami di quercia, che servono a decorare la casa. Ma in passato queste piante avevano anche un significato propiziatorio e servivano a favorire il benessere e tenere lontano il malocchio. Nell’angolo dell’orto o giardino, dove erano coltivate le erbe aromatiche, spesso si utilizzavano come bordure i rizomi dell’iris dai bei fiori viola scuri e le rose non mancavano mai e venivano utilizzate insieme ad altri fiori per adornare le edicole votive o le chiesette di campagna. In autunno, nella ricorrenza dei Morti, si raccoglievano i crisantemi bianchi per adornare le tombe dei cari defunti.
“Si hortum in bibliotheca habes, nihil deerit.”
Cicerone
Se accanto alla biblioteca avrai l’orto, non ti mancherà nulla.