Hortus Gymnasium:
biodiversità
Hortus Gymnasium s.agr.r.l. è impegnata nella tutela della biodiversità agraria, attraverso interventi di miglioramento agro-ambientale con la salvaguardia e la valorizzazione di varietà autoctone e di tecniche tradizionali di lavorazione dei prodotti agricoli e alimentari, scegliendo di difendere e rafforzare l’identità e la cultura locale della Calabria attraverso il recupero e la promozione di piante e coltivazioni antiche, da secoli tramandate via sementi autoprodotte o innesti, che, a causa della globalizzazione alimentare, rischiano di essere perdute.
La Commissione europea definisce biodiversità come “variabilità della vita e dei suoi processi” (DG AGRI 1999). La diversità biologica in agricoltura rappresenta un sottoinsieme della diversità biologica generale che si compone di diversità genetica intesa come diversità dei geni entro una specie animale, vegetale e microbica, diversità di specie, riferita al numero di popolazioni vegetali, animali, sia in produzione zootecnica che selvatici, di microrganismi e diversità degli ecosistemi presenti sul pianeta Terra. La biodiversità è innanzitutto una ricchezza e solo riconoscendone il valore sarà possibile preservarla per le future generazioni. La sapienza dei popoli indigeni rurali, vicini ai cicli vitali della natura e sensibili al loro rispetto, che “la terra non è eredità dai padri ma prestito dai figli” (si tratti di detto masai o pellerossa) è, teoricamente, trasceso alla ribalta delle agende politiche, alla fine dello scorso millennio, nella forma degli “accordi globali sui cambiamenti climatici”. In natura, ogni seme locale, ogni varietà autoctona è una risposta a un problema specifico in un luogo specifico, come nei casi di siccità o di freddi estremi; infatti le antiche varietà sono più resistenti perché si sono adattate alle caratteristiche del luogo in cui da tempo crescono. Ma la biodiversità non è statica e si evolve nel tempo: possiamo riconoscere una biodiversità storica, legata al passato, quando il paesaggio era diverso. Perché salvare la biodiversità e recuperare i frutti antichi?
Biodiversità naturale e culturale: etnobotanica. Gli antropologi sostengono che gli alberi della biodiversità sono opere d’arte create dagli agricoltori: dietro a ogni albero coltivato c’è l’uomo con la sua storia, il suo sapere ed è difficile tutelare la biodiversità se non se ne conserva anche la memoria. Solo se sapremo conservare le piante e i saperi a esse legati, saremo capaci di comunicarli alle generazioni future e potremo dire di aver salvato davvero quella biodiversità. Conservare la biodiversità è importante ma occorre conservare anche la memoria delle azioni che l’uomo compie in favore di coltivazione, impiego e selezione di tale diversità. In pratica non basta salvare la diversità rurale, che è alla base della nostra alimentazione, ma occorre salvare anche il sapere tradizionale che sta dietro a ogni coltura: come si coltivava, come e quando si raccoglieva, come si conservava e come si elaborava al meglio in cucina. Questa memoria che ci viene dalle esperienze degli agricoltori tradizionali è l’etno-diversità ed è fondamentale conoscerla perché altrimenti, anche se abbiamo recuperato una varietà botanica antica o una razza di animale domestico in via di estinzione, ma non sappiamo come coltivarle o utilizzarle al meglio, le avremo comunque perse.
Raccogliere i semi nelle banche genetiche o le antiche varietà fruttifere in campi catalogo per sfuggire a future calamità è solo parte di ciò che possiamo fare. Altrettanto importante è conservare il sapere conquistato a fatica nel tempo e attraverso esperienze e prove continue da parte di chi, gli agricoltori, da generazioni ha prodotto i semi, curato razze animali e piante che oggi ci appaiono fondamentali per il nostro futuro. L’etnobotanica è indispensabile per una corretta lettura del territorio, per metterne in rilievo le specificità naturali e agricole, nonché socio-culturali, individuandone la tradizione peculiare per la salvaguardia delle culture minori ed è testimoniata da qualificate istituzioni internazionali come FAO, UNESCO, OMS, WWF che se ne interessano al fine di trovare soluzioni a problemi umanitari come la fame nel mondo.
“Si hortum in bibliotheca habes, nihil deerit.”
Cicerone
Se accanto alla biblioteca avrai l’orto, non ti mancherà nulla.